Ieri sera a Vallecrosia

Incontro con Don Antonio Sciortino, Direttore di Famiglia Cristiana, la SINTESI dell'intervento




Vallecrosia - "Rinchiudersi a difesa dei propri valori, alzando muri, non ci porta molto lontano. Se si alzano i muri é perché di valori purtroppo ne sono rimasti ben pochi. L'Italia continua a dirsi cristiana, ma sarebbe l'ora che si comportasse davvero come tale"
Al Cinema/Teatro Don Bosco a Vallecrosia la Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, l'Associazione Mappamondo e l'Oratorio Don Bosco nella serata di ieri hanno organizzato un importante incontro pubblico sul tema dell'immigrazione con Don Antonio Sciortino, Direttore di Famiglia Cristiana e autore del libro "Anche voi foste stranieri". Nell'occasione è stato presentato il Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes ed è stato inoltre la possibiità di firmare le due proposte di legge promosse dalla Campagna per i diritti di cittadinanza "L'Italia sono anch'io".


Ecco una sintesi dell'intervento di Don Antonio Sciortino, direttore di "Famiglia Cristiana"


Dobbiamo cambiare mentalita' nei confronti delle persone immigrate che chiedono di poter vivere nella nostra penisola. L'Italia ormai da anni é un paese diverso, ha a che fare con tante altre culture, non si puo' tornare indietro. Una parte dell'Italia é arrabbiata, alla luce di questo nuovo fenomeno, e si comporta come gli struzzi. Non vogliono gli immigrati, ma poi sfruttano la loro forza lavoro.
C'é però anche chi sa che questo fenomeno puo' essere governato tramite la dottrina della chiesa, che mette al centro l'uguaglianza dei diritti. Papa Benedetto XVI dice che si tratta di persone umane portatori di diritti e di doveri come noi. Le masse non si muovono un per viaggio di piacere, si tratta di disperati, fuggono dalla fame o dalla persecuzione. Tanti sono morti nel passaggio da una sponda all'altra del Mediterraneo. Si calcola che siano morte quindicimila persone nella loro traversata disperata.
Abbiamo perso la memoria storica, un tempo eravamo noi italiani ad andare all'estero alla ricerca di lavoro e benessere. Andavamo in Francia, Svizzera e Germania da clandestini e vivevano in questo modo assieme alle loro famiglie. Bisogna aver rispetto degli stranieri perché dobbiamo ricordarci di quando gli stranieri eravamo noi. I provvedimenti recenti che sono stati presi in Italia sono fatti all'insegna dell'esclusione, in questo modo si rende difficile il processo di integrazione. Non si sono levate purtroppo tante voci contro il pacchetto sicurezza dello stato italiano.
Sul tema degli stranieri l'informazione spesso non corrisponde al vero. Sono state alimentate le paure e le insicurezze, magari solo nell'ottica di avere qualche ritorno a livello elettorale. "Famiglia Cristiana" ha sempre fatto sentire la sua voce a favore degli immigrati, a differenza di altri mezzi di informazione. Non é possibile condividere l'amore della Chiesa e poi prendersela con gli stranieri, una volta terminata la Santa Messa. Se facciamo la battaglia per il crocifisso, dobbiamo ricordarci che la braccia di Gesu' accolgono tutti gli uomini, non fanno discriminazioni a livello di nazionalita'.
Dobbiamo riconoscere il volto di Cristo negli stranieri, nelle persone che sono messe al bando. I mezzi di informazione non dovrebbero dar sempre un'immagine negativa degli stranieri. Se un delitto è commesso da straniero viene giudicato piu' grave da quello commesso da un italiano, quando invece sono gravi allo stesso modo. Il pericolo non sono i musulmani, ma siamo noi cristiani che abbiamo svuotato di valori la nostra mentalita'. Abbiamo intere regioni dominate dalla malavita, eppure alcuni pensano che i delinquenti siano solo gli stranieri.
A Roma un ragazzo uccise una donna rumena con un pugno per un motivo banalissimo. Non se ne é piu' parlato, se il gesto fosse stato commesso invece da uno straniero sarebbe ancora adesso in prima pagina. Gli stranieri contribuiscono al 10 per cento della ricchezza dell'Italia, non dimentichiamolo. L'Inps ha risollevato le sue sorti grazie ai contributi versati dagli stranieri arrivati in Italia. Siamo il paese piu' vecchio al mondo e con l'indice di natalita' piu' bassa. Senza stranieri. tra qualche anno ci saranno 8 milioni di giovani e ben 22 miliomi di anziani. L'Italia del furo sara' arcobaleno.
I figli degli stranieri sono italiani perché sono nati qua, ma noi li facciamo vivere per 18 anni in una situazione di discriminazione rispetto ai loro coetanei figli di italiani. In questo modo alimentiamo la loro avversione per il paese in cui vivono. Bisogna fare subito nuova legge per i figli di immigrati che sono nati in Italia. Questi bambini sono una ricchezza per il nostro paese. I politici di ispirazione cristiana dovevano essere piu' incisivi in quest'ottica. Giovanni Paolo II disse che paese che si aprono a immigrati hanno tanti benefici a cominciare dall'aspetto economico.
Chi dice che vuole aiutare gli immigrati nel loro paese in realta' non vuol far nulla di concreto per dar loro una mano. Un tempo i poveri nel mondo erano 800 milioni, ora sono abbondantemente piu' di un miliardo. L'unica vera cooperazione con i paesi poveri é quella degli stranieri stessi che inviano i soldi guadagnati qua in Italia ai loro parenti nei paesi di origine. Non si puo' pretendere che gli stranieri rinuncino alla loro storia e si riconoscano nei nostri valori. L'integrazione vuol dire rispetto gli uni degli altri, deve essere una cosa reciproca. Noi dobbiamo conoscere storie e tradizioni diverse dalle nostre, abbiamo tutto da apprendere.
Il cammino non é semplice, ma non dimentichiamo che anche in Italia il cammino di integrazione dei meridionali al Nord. Ci vuole del tempo e della buona volonta'. Identificare un musulmano in un terrorista é profondamente sbagliato. Chi uccide non puo' essere considerato un religioso.
Le vere religioni non possono che essere per la pace e per la vita, procedere nel dialogo in vista del bene comune. Dobbiamo spendere parole per le vite spezzate nella traversata del Mediterraneo, la vita va difesa sempre. Ricordiamoci del nostro passato, nel 1912 negli Stati Uniti si parlava degli immigrati italiani con gli stessi termini con cui oggi, 100 anni dopo, gli italiani si rivolgono agli immigrati che arrivano nella nostra penisola. Chiedere la separazione delle classi in base alla nazionalità é davvero aberrante. I bimbi non vanno segregati, ma devono essere integrati. Si fa un torto alla realtà quando si parla solo male degli immigrati. A Mazara del Vallo la comunita é magrebina si é integrata con gli abitanti del luogo. A Riace in Calabria sono state aperte le porte agli stranieri, il paese é rinato, sono state riaperte le scuole.
Rinchiudersi a difesa dei propri valori, alzando muri, non ci porta molto lontano. Se si alzano i muri é perché di valori purtroppo ne sono rimasti ben pochi. In Italia la prima cosa da fare é abolire il reato di clandestinita'. Il medico e il marinaio non devono chiedere documenti alla persone che cercano di salvare. Sono stati sequestrati i pescherecci a chi aveva salvato la vita ai migranti. Possiamo alzare tutte le vedette che vogliamo ma non riusciremo mai a fermare i popoli della fame, continueranno a bussare alle nostre porte anche in futuro.
Purtroppo tanti cattolici hanno votato provvedimenti che andavano contro gli immigrati e dunque contro gli stessi principi del Vangelo. L'Italia continua a dirsi cristiana, ma sarebbe l'ora che si comportasse davvero come tale. La scuola ha un ruolo importante per l'integrazione dei bimbi rom. Non bisogna speculare sulla loro pelle solo per fini elettorali.
A Lampedusa la popolazione é stata accogliente con gli immigrati, i mezzi di informazione hanno invece tracciato un quadro diverso dalla realta', parlando solo dell'ostilita' di una parte della popolazione. A Rosarno si é parlato solo della violenza degli immigrati, ma non si é parlato di tutto quello che era successo prima. Quando ci furono gli sbarchi a Lampedusa i presidenti di Regione si erano assunti l'impegno di prendere 50 mila persone, ma poi alcuni di lorosi sono tirati indietro.
Se non guastiamo noi i bambini con i nostri pregiudizi, giocano tranquillamente tra loro, senza alcun problema di nazionalità. Bisogna farli crescere a contatto con gli stranieri. I bimbi che non stanno vicini ai loro coetanei stranieri perdono possiibilita' di crescere e di arricchirsi. La migliore integrazione avviene sui banchi di scuola. Con le nostre paure rischiamo di danneggiare i nostri bambini. Abbiamo dei nuovi italiani e dobbiamo fare in modo che si possano integrare.
Dobbiamo abituarci al fatto che gli italiani hanno anche un colore diverso della pelle. Non ci sono devono essere problemi di convivenza con le moschee, é giusto che gli stranieri possano avere diritto universale alla preghiera. Tutti hanno diritto ad avere un luogo di culto. Chi rivendica l'identita' cristiana, non puo' essere la stessa persona che invoca il Dio Po e si rifa a riti celtici. La Chiesa deve parlare con chiarezza su questi temi, non deve balbettare. Il presidente Napolitano ha giudicato criminale non darela cittadinanza italiana ai bambini stranieri.
Il nuovo Ministro Riccardi ha dato un respiro diverso alla considerazione degli stranieri, negli ultimi anni questo non era mai successo. Se si é cristiani bisogna dire qualcosa di evangelico quando si parla degli immigrati. L'Italia ha bisogno di una forte iniezione etica. Quando un economia é senza etica, si finisce per assistere ai dissesti finanziari. Ai nostri ragazzi rischiamo di lasciare solo delle macerie etiche. I cattolici devono cercare di tornare ad essere incisivi nella vita del nostro paese.

di Mario Guglielmi

25/01/2012

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