Viaggio Missionario in Africa

Incontro con Fratel Vincenzo Luise da decenni a servizio dei più poveri in Burkina Faso




- Marrara e la Pastorella hanno visitato il centro di accoglienza per le donne accusate di stregoneria, e cacciate dai propri villaggi senzapossibilità di potersi rifare una vita neanche in altre regioni del paese, essendo stigmatizzate come "streghe"

Da Ouagadougou
2 settembre 2010

Questa mattina abbiamo incontrato presso la Nunziatura Il Fratel Vincenzo Luise, camilliano italiano, da decenni a servizio dei più poveri in Burkina Faso.
Dopo l'incontro, accompagnati dal religioso, abbiamo visitato il centro di accoglienza per le donne "sorcieres" (accusate di stregoneria), e cacciate  dai propri villaggi senza alcuna possibilità di potersi rifare una vita neanche in altre regioni del paese in quanto stigmatizzate come "streghe".
Il Centro accoglie queste donne provenienti da tutto il paese, attualmente sono circa 400 quelle ospitate e all'esterno del centro c'è una lunga fila di donne in attesa che si liberi un posto, che avviene solo con il decesso di una delle donne ospiti, per potervi accedere.
La caratterististica che più ci ha colpito di questo centro è la pace e la serenità unite ad ordine e pulizia il tutto avendo mantenuto una struttura organizzativa tradizionale e con spazi personalizzati per ogni ospite.
Vi sono molte attività comunitarie e spazi di vita in comune ma è salvaguardata la possibilità per ogni ospite di svolgere piccole attività che consentono non solo di avere un piccolo reddito ma di essere utili e attivi nella società.
Non lontano da questo centro di accoglienza per le donne accusate di "stregoneria" abbiamo potuto visitere un centro per malati mentali i quali hanno la possibilità di essere curati con farmaci adatti e di avere una attività occupazionale anche fonte di reddito.
Ciò che il fratello della congregazione di S.Camillo  sottolineava e che l'amore e il rispetto della dignità dell'uomo fa si che ogni persona ospite si senta accolta e amata.
Fratel Vincenzo ci ha ricordato che "siamo strumenti nelle mani del Signore, io non sono nulla, ci ha detto, ma nelle sue mani divento uno strumento importante per dare dignità e voce a queste persone ultime tra le ultime"
E' stata una esperienza toccante e commovente che ci ha fatto toccare con mano,ancora una volta, l'opera meravigliosa che  Dio mette in campo per i più piccoli, attraverso le strutture, gli uomini e le donne che operano nella chiesa universale.

Mimmo Marrara
Monica Pastorella

di Diocesi24

02/09/2010

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