
Festa di San Secondo
Il testo dell'Omelia di Mons. Monsignor Bernard Barsi, Arcivescovo di Monaco
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Monsignor Bernard Barsi
Il testo italiano dell'omelia pronunciata stamattina da Monsignor Bernard Barsi, Arcivescovo di Monaco, in occasione della Festa Patronale di San Secondo a Ventimiglia.
Oggi festeggiamo nella gioia il martirio di san Secondo che fu un amico di Cristo nella sua vita terrestre. Ha seguito il suo Signore nella morte versando il suo sangue per lui, ormai condivide la sua gloria eterna nei cieli. San Secondo è anche un amico della città di Ventimiglia che è felice di raccogliersi per onorare il suo santo patrono.
Fratelli e sorelle, sono felice di potermi associare alla vostra festa per più motivi. Anzitutto, perché Ventimiglia e il Principato di Monaco nel corso della storia hanno sempre avuto relazioni di cooperazione e di cordialità e ricordo in particolare l’accoglienza che avete riservato a Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto, due anni fa. In seguito, perché le nostre diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Nizza e Monaco, nell’ambito di “Fede senza frontiere” si sforzano di conoscersi meglio e di collaborare nell’annuncio del Vangelo. Per questo ringrazio fraternamente il vostro vescovo, Monsignor Alberto Maria Careggio per il suo invito a presiedere questa messa che mi permette di ritrovare Monsignor Giacomo Barabino e il clero della vostra città.
La preghiera di apertura di questa liturgia ci ricorda che San Secondo ha avuto la forza di portare avanti con costanza la pacifica battaglia del Vangelo e che ha testimoniato così davanti agli uomini Cristo, il Figlio di Dio. La vita cristiana realizzata a suo tempo da San Secondo è, mi pare, la vocazione che noi tutti battezzati siamo chiamati a vivere ogni giorno della nostra esistenza : anche noi dobbiamo vincere la battaglia per il Vangelo e testimoniare la nostra fede davanti agli uomini. La missione è urgente poiché intorno a noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre città, nel nostro mondo, tanti uomini e donne non conoscono o conoscono male il Vangelo e Cristo. La fede che, ieri ancora, si trasmetteva nelle nostre famiglie è oggi confrontata alle fratture di queste stesse famiglie, l’indifferenza religiosa sembra crescere a grandi passi, religioni non cristiane si stabiliscono nei nostri paesi di tradizione cattolica, il consumo materiale esagerato tocca le nostre regioni mentre tante altre sono povere di tutto ; sconvolgimenti economici, sociali, culturali ed etici considerevoli attraversano le nostre società e sfide missionarie sono lanciate alla nostra Chiesa e abbiamo il dovere di raccoglierle. Papa Paolo sesto scriveva in un’esortazione apostolica – e lo cito – che “la Chiesa esiste per evangelizzare” mentre i suoi successori, i Papi Giovanni Paolo secondo e Benedetto sedicesimo ci invitano ad investirci sulle vie missionarie di una nuova evangelizzazione.
Questo ventisei agosto, onorare San Secondo è quindi mettersi alla sua sequela per vincere, con Cristo, la battaglia del Vangelo. Con il vostro santo patrono, dobbiamo dire come dichiarava il libro di Ester : “non voglio attribuire ad alcun uomo, ad alcuna ideologia l’onore e l’amore che sono dovuti a Dio”. Questa battaglia pacifica per il Vangelo, ne facciamo talvolta l’esperienza, non è facile. Qui, non subiamo i tormenti fisici che furono quelli di San Secondo – anche se attualmente molti cristiani danno la loro vita, il loro sangue per Cristo – ma subiamo le prese in giro e l’indifferenza. Dobbiamo forse scoraggiarci per questo ? No, ci dice l’apostolo Pietro : “è meglio soffrire facendo il bene piuttosto che il male”. D’altra parte, Gesù ci avverte e ci propone di seguirlo prendendo la sua croce.
Per testimoniare il Vangelo e riconoscere Cristo davanti agli uomini, abbiamo quindi bisogno di rinforzare la nostra fede nella morte e risurrezione del Signore e di rinvigorire il nostro legame personale con Cristo.
Fortificare la nostra fede, conoscerla meglio, comprenderla meglio per rendere conto della speranza che è in noi. Con letture cristiane, con la nostra partecipazione a incontri di catechesi per adulti, approfondiremo la nostra fede.
Consolidare il nostro legame con Cristo mediante la preghiera, la meditazione della sua Parola, la frequenza ai sacramenti e soprattutto alla messa della domenica.
Testimoniare la nostra appartenenza a Cristo personalmente ma anche comunitariamente, suscitando un nuovo dinamismo nelle nostre parrocchie, prendendo impegni cristiani nella vita sociale.
Così diventeremo amici di Cristo, capaci con la forza dello Spirito di annunciare a tutte le nazioni, la Buona Novella di Gesù. Con questa nuova evangelizzazione, costruiremo la civiltà dell’amore.
In questo giorno di festa patronale, chiediamo al Signore, tramite San Secondo, di darci la gioia di servire ed annunciare il Vangelo. Il Cristo e la Chiesa contano su di noi. Sforziamoci di essere gli apostoli del nostro secolo!
+ Bernard Barsi, Arcivescovo di Monaco
di Manuela Consonni
26/08/2010
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