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Appello per restaurare il quadro di San Romolo
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La città di Sanremo si mobilita per far restaurare il quadro del Santo Patrono. L'iniziativa è stata lanciata dall'Associazione laica Amici di San Romolo che tra le proprie finalità ha quella di occuparsi della valorizzazione dell'omonima frazione della città di Sanremo, sita tra i boschi alle pendici di Monte Bignone. L'appello è stato subito raccolto da molte altre associazioni tra cui il Leo Club, il Rotary, il Serra Club e l'Associazione Amici di Monte Bignone e di Sant'Erim. Per due week-end consecutivi in città sono state distribuite centinaia di cartoline riproducenti un quadro seicentesco di San Romolo, il Santo Patrono della città dei fiori, che si trova attualmente esposto nella Concattedrale di San Siro e che alcuni vorrebbero collocare, a restauro ultimato, nella chiesetta della frazione montana ove il vescovo genovese morì. Il quadro, non di altissima fattura, come detto si trova però nella cattedrale cittadina dedicata a San Siro e non nella " Bauma" dove il Santo morì e i sanremesi ne iniziarono il culto. San Romolo probabilmente visse tra il V° ed il VI° secolo e fu successore sulla cattedra vescovile di Genova, allora non ancora Sede Metropolitana, di San Felice e San Siro. Essendo all'epoca Sanremo feudo dei Vescovi genovesi, sovente il santo pastore visitava le nostre popolazioni ed è in occasione di una visita che egli moriva. Qualche storico ha ipotizzato addirittura che San Romolo fosse originario dell'antica Matuzia, ma di lui e delle sue origini si sa pochissimo perché l'unica sua biografia antica è opera di un anonimo del X° secolo. Il quadro, che si vuole restaurare, era stato donato negli anni settanta dalla " Famija Sanremasca", associazione che si occupa di difesa delle tradizioni locali, e prima della formale consegna alle autorità civili e religiose della città era stato restaurato. Dopo trent'anni ora è necessario un secondo restauro perché, come afferma la tecnica del settore Maria Teresa Donetti, "le cinque tavole assemblate che formano la superficie sulla quale è stata direttamente stesa la pittura creano costrizioni al libero movimento del legno, causando fessure e distacco della pellicola, con annerimenti ed offuscamento della cromia, alterandone la leggibilità, ad eccezione per fortuna del volto del Santo e delle mani". Con il restauro, il cui costo è preventivato in € 8.000 euro, si ridarà al dipinto l'unitarietà originaria con il recupero delle parti che ora sembrano irrimediabilmente compromesse. Per il restauro del dipinto risalente al XVII° secolo, unico quadro di San Romolo esistente in città, le associazioni matuziane si appellano alla generosità dei sanremesi nella speranza che l'appartenenza alla comunità locale, pur in tempi di globalizzazione, sia ancora oggi sentita e valorizzata.
di Sergio Bagnoli
19/05/2008























