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L'Azione Cattolica della diocesi Ventimiglia - Sanremo. Ricorrono i 140 anni di storia




Sanremo - L'Associazione si definì come «la collaborazione dei laici all'apostolato gerarchico della Chiesa»; per programma ebbe le tre parole famose che per anni furono alla base della formazione degli iscritti: Preghiera, Azione, Sacrificio.

L'Azione Cattolica, realtà viva e importante della Chiesa, nel corso dei suoi 140 anni di storia si è rinnovata più volte, rimanendo però sempre fedele al carisma della fondazione. Questa la constatazione del Vescovo Mons. Alberto Maria Careggio nell'omelia della Messa celebrativa dell'importante data storica, coincisa con le assemblee parrocchiali e diocesana in vista del rinnovo dei rispettivi Consigli. Mario Fani e Giovanni Aquaderni "lanciarono l'idea di un associazionismo che facesse fronte allo sgretolamento dei valori cristiani. Promossero, quindi, la Società della gioventù cattolica italiana. Pio IX l'approvò il 2 maggio 1868, la prima sede centrale fu Bologna e l'Aquaderni il primo presidente. Questo fu il segnale per una fioritura molteplice di società e di opere con fini particolari diversi, ma con un anelito comune: scuotere l'apatia dei cattolici e fare di essi dei difensori dei diritti di Dio, della Chiesa e del Papato. L'Associazione si definì come «la collaborazione dei laici all'apostolato gerarchico della Chiesa»; per programma ebbe le tre parole famose che per anni furono alla base della formazione degli iscritti: Preghiera, Azione, Sacrificio". La validità e l'attualità dell'AC non vengono meno oggi, perché -osserva il vescovo- "Le forze che osteggiano la Chiesa rimangono sul campo, sono ancora operanti con una virulenza tanto più forte quanto più subdola e mascherata è la loro azione, condotta sotto un irenismo che ha più la forza di indebolire le difese, che di costruire insieme una civiltà dell'amore, fondata sul messaggio evangelico, sull'etica cristiana e sulla condivisione di valori universali comuni". Sull'onda del concilio l'AC ha riqualificato la sua presenza, ha rinnovato la sua vitalità, mediante "un impegno di formazione umile, onesto e aderente alla vita, uno stile di apertura coraggiosa alla novità attraverso itinerari formativi, il tutto per una AC bella, possibile e soprattutto fatta in parrocchia" e questo come risposta al proprio carisma fondamentale, il legame con la Chiesa particolare, che per la ex-presidente nazionale Bignardi si esplica nella: "disponibilità al servizio, senza sceglierne le forme, ma accettando di rispondere alle esigenze che la propria comunità presenta; legame che dà un'impronta alla vita spirituale, allo stile delle proprie relazioni intra-ecclesiali, al rapporto con i pastori". Ne è segno la nomina del presidente diocesano, scelto dal vescovo nella terna proposta dal Consiglio diocesano. Nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, a seguito delle votazioni dell'assemblea elettiva e della nomina vescovile del presidente diocesano Giulio Mascarello, il Consiglio diocesano di AC 2008-2011 risulta così formato: presidente Giulio Mascarello, segretario Valentina Panico, amministratore da definire, assistente generale ed adulti Mons. Alvise Lanteri, Roberta Monte e Marco Reiteri (vice presidenti adulti); Raffaella Damiani e Auro Feroldi (consiglieri adulti). Assistente giovani (in attesa di nomina), Maurizio Semiglia e Lisa Lamia (vice presidenti giovani), Ornella Della Torre e Andrea D'Ettorre (consiglieri giovani). Assistente ACR don Rito Julio Alvarez Rodriguez, Pamela Manfrin e Giacomo De Vai (vice presidenti ACR), Barbara Lipari e Maria Giovanna Frau (consiglieri ACR). Veronica Bisato (consigliere per i presidenti parrocchiali). Rappresentanti dell'Associazione: Giulio Mascarello (Consiglio Pastorale diocesano); Graziella Raffa (CDAL); Lisa Lamia e Ornella Della Torre (Servizio dioc.pastorale giovanile); Marco Raiteri (Forum Famiglie). Incaricati: Manuela Merogno (rapporti AVE); Lorenzo Violini (adesioni); Andrea Ruggeri (sito web). Il presidente Mascarello tracciando le linee operative del triennio ha indicato come prioritario l'impegno dell'AC diocesana in particolare su tre punti: parrocchia, formazione e unitarietà.

di Giacomo Simonetti

05/03/2008

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